Il 3 settembre si è svolta al Modena Golf&Country Club una gara di formula normalissima per giocatori più che normali, premiazione fatta è passata la voce di chi il giorno dopo, il lunedì 4 sarebbe ritornato al circolo per giocare una gara su 9 buche un po’ particolare.

eccoli non tutti arrivati ancoraI

Infatti il lunedì si sarebbe svolto per la prima volta nel circolo modenese l’evento di “Chef in Green & Sommelier”. Bastava essere lì intorno alle 11 per accorgersi che i sei appena arrivati non avevano alcun equipaggiamento da golf, non erano del circolo, non erano golfisti. Mi dirai come fai a saperlo? Già se fossero stati habituè del circolo sarebbero andati subito alla segreteria per segnarsi in gara o chiedere di poter giocare, se fossero stati golfisti avevano con se una sacca per cambiarsi a meno che non avessero uno stipetto nello spogliatoio. Beh allora chi erano quei baldi giovani che si sono indirizzati subito alla signora bionda dietro un tavolo dove si notavano subito dei bicchieri, un secchiello per il ghiaccio con dei Bellini al fresco.

il putting green

Puntuali come mai erano i primi Chef che, come da richiesta, si dovevano presentare intorno alle 11/12 per essere accolti. Un brindisi di benvenuto una giacca da Chef da indossare e dopo aver loro spiegato l’ubicazione degli spogliatoi un appuntamento alle 12,30 sul putting green fuori all’aperto. Una bellissima giornata di sole che poneva ancor più in evidenza la bellezza del circolo emiliano. In breve tempo gli arrivi si sono susseguiti e i 19 chef erano tutti nelle loro giacche da chef sul prato rasato del putting green, in attesa dell’arrivo del maestro di golf.

Luca Prampolini il maestro di golf spiega come usare il putter
Diligenti hanno fatto tesoro degli insegnamenti, di come usare quel ferro che avrebbero dovuto usare nel loro primo approccio sui green e dopo la lezione molti hanno ripreso a provare curiosamente per vedere quanto era complicato andare in buca. Dopo la lezione, un ristoro con prosciutto e gorgonzola al cucchiaio e poi a tavola con un bel piatto di spaghetti leggeri ma ben conditi per affrontare un impegno nuovo per loro nove buche, in coppia con giocatori che attendevano di sapere a chi venivano abbinati, con che chef avrebbero condiviso il loro gioco sul percorso.

un team alla partenza
Già infatti è proprio così che si svolge la formula, il giocatore gioca sino al green poi passa allo chef il suo putter e lo lascia imbucare, sperando nel minor numero di colpi possibili.Sempre ricordando che loro quel ferro magari lo vedono o lo impugnano per la prima volta. < Ma voi in cucina quanti ferri usate – chiedo a Luca Marchini che trafelato era arrivato in campo e il suo compagno aveva giocato il suo secondo al green mettendola a soli 60 cm dalla buca, gran tiro! <Se mi parli di coltelli…centinaia> Beh non ci crederete il compassato Luca ha imbucato con un sol tiro, beh era felice tanto da fare la foto alla pallina nella sua mano!
sembra ma non è facile imbucare la pallina
Beh tornando indietro di un passo, meglio di una ora, dopo la lezione gli chef e gli amici che li accompagnavano hanno fatto uno spuntino ed a tavola una bella pasta non troppo pesante, ma giusta per aiutarli al lavoro in campo. Il camminare non è da poco. Al rientro, due ore e mezzo dopo, tutti a cambiarsi e momenti di relax e assaggi, in questo caso dell’olio che un partner aveva portato dal Lazio.

Bruna fa degustare l’olio agli Chef
pausa prima della partenza sul percorso di nove buche
gli abbinamenti
Davide direttore del Golf chiama i giocatori e gli chef alla partenza
Chiacchiere e pareri sulla nuova esperienza che era molto piaciuta e poi preparativi per la cena. Gli chef che si erano proposti sono passati in cucina da Nicolò Cristoni, il giovane che con la mamma e la sorella conducono il ristorante La Compagnia del Golf e seguono il catering con la Compagnia del Tortellino. Domenico prepara il risotto allo Zafferano Krokos Kozanis, Fabio aiuta un po’ tutti anche nella preparazione del secondo piatto e Francesco Elmi fa un dolce veramente interessante. Dice che è quello che gli richiedono maggiormente nella sua pasticceria di Bologna.
eccoli i “cucinieri” della serata
Le signore e i giocatori sono rientrati dalle loro case in gran forma, desiderano assaggiare i piatti degli chef con cui hanno avuto il piacere di giocare. L’Onfalos si è inserito anche nella sala ristorante ed è pronto per poter fare, a fine serata, le pesche caramellate.
l’onfalos sempre presente
Una giornata piacevolissima anche per il numero di persone intervenute pure alla cena e una premiazione che ha consegnato ai vincitori chef i premi: un set di coltelli da personalizzare con il proprio nome, al giocatore di coppia uno splendido cofanetto con i vari olii monovarietali dello sponsor intervenuto, al secondo chef un sifone per la cucina, un cofanetto più piccolo al giocatore e poi lo zafferano per potersi fare una bella serie di risotti e altri premi. Per accontentare quasi tutti Canella aveva mandato tante simpatiche confezioni della propria ditta che penso, alla fine siano stati pochi quelli rimasti senza.  Una bella giornata e alla mia domanda al vicepresidente se aveva gradito questa nuova formula la risposta è stata: <bellissima la rifaremo il prossimo anno> Ma i giocatori non si sono sentiti penalizzati per non terminare la buca? <No certo, la difficoltà in linea di massima è proprio sul green, magari fai due o tre bei tiri poi perdi tutto lì, beh in questo caso la patata bollente l’abbiamo lasciata cucinare agli chef, dopotutto è il loro mestiere!> Devo dire che questo punto di vista non l’avevo colto, per cui continueremo con questo format.
prima coppia vincente
miglior golfista
Tano e la sua passione per il golf
premiati gli chef per il loro lavoro in cucina

 

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Architetto veneziano, Roberta Candus, dopo un periodo di lavoro in questa veste, viene portata a Parigi dalle vicende della vita dove, per oltre ventanni lavora per il Club Mediterranèe, a Parigi e nei villaggi del mondo per poi, dopo un'immersione nel marketing, arriva a Milano come direttore comunicazione ed immagine dell'azienda francese. Per una sua esperienza a Vittel crea il circuito per il Club Med prima Interprofessional, quindi il Club Med Cup. Per la prima volta, quale sponsor dell'Open d'Italia crea i team degli sportivi nelle ProAm e, sempre legate allo sport, il Giro d'Italia in vela con Cino Ricci. Lasciati i francesi apre a Milano la sua società di comunicazione promuovendo il Cile attraverso le prime giornate gastronomiche presso il Jolly Hotel. Esce con il primo magazine Stil nel 1998 di cui è direttore per il target dei fumatori di sigaro e pipa abbinando così il suo circuito Cigar Golf Cup con degustazioni e momenti piacevoli di abbinamenti. Appassionata di distillati oltre che di sigari è presidente dell'associazione Fumatori di sigari Golfisti epicurei. La sua ricerca per tutto quel che è buono, genuino, per tutti i piaceri della vita che la natura può offrire, come sottolinea sul pay off del magazine Golf&Gusto, il periodico per gli amanti del gusto della vita, l'enogastronomia entra sempre più nelle sue corde e così nella serie di eventi Golf&Gusto Cup si possono conoscere piccoli produttori di grandi prodotti. Il fil rouge "il gusto del gioco, il gioco del gusto" fa capire il desiderio di fare cultura su questo nostro mondo ricco di piccoli, grandi produttori. Ormai da 12 anni frequenta anche il mondo degli chef per cui lo scorso anno, spinta da uno simpatico stellato, da' vita al nuovo format "Chef in Green" per far conoscere anche a loro il piacere di questo sport all'aria aperta in cui ci si batte contro se stessi per migliorarsi e condividere spazi molto belli e dialogare tra loro e con possibili clienti, conoscere prodotti, in un contesto open air diverso e bellissimo.

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