Il riconoscimento dell’arte dei pizzaiuoli napoletani a patrimonio immateriale Unesco si è festeggiata anche a Milano al Brian &Barry Building con Rosso Pomodoro, la catena italiana più grande di pizzerie.

Franco Manna, fondatore e presidente di Rossopomodoro  ha tributato il suo plauso all’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani iscrivendola nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità con queste parole: “Un riconoscimento che ci dà ragione e non solo perché dal primo momento abbiamo sostenuto la raccolta firme per contribuire alla moral suasion avviata dal presidente della Fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio ai tanti che l’hanno appoggiata come Roberto Maroni, Tessa Gelisio , Jimmy Ghione e Coldiretti che anche in questa occasione di festa sono presenti qui con meSi parla sempre più di fattore umano e qui ci entra tutto perché viene posto nella giusta evidenza come facciamo noi di RossopomodoroUn modo importante per porre un freno all’italian sounding è proprio valorizzare quest’arte tramandata di padre in figlio che è l’orgoglio della città di Napoli e non solo, ma di tutti gli italiani”.

 

Orgoglio del pizzaiolo di fare un lavoro che può regalare tante soddisfazioni un tempo impensabili per genitori e antenati trasmettendo con le proprie pizze lo spirito della città partenopea. Trasmettere quindi tradizione con tutti i suoi particolari, saper coltivare il senso più minuto e minuzioso per fare una grande pizza come testimonia l’attenzione al basilico che diventa segno distintivo della pizza napoletana e della capacità di guardare appunto ai dettagli.

Alfonso Pecoraro Scanio promotore della petizione conosciuta come #pizzaUnesco ha ribadito che “Abbiamo ottenuto un risultato record di mobilitazione della società civile con oltre 2Milioni di firme e una vittoria per la tradizione artigianale del cibo . Ecco perché ora dobbiamo mettere questo successo a disposizione dell’anno del cibo italiano e impegnarci a difendere e valorizzare il riconoscimento Unesco. “

Roberto Maroni ha ricordato che “Quando Alfonso mi ha chiesto l’adesione firmato per tre ragioni. Perché sono un convinto consumatore di pizza . Perché conosco Alfonso da tanto e stimavo questa campagna e perché la Lombardia ha il record dei riconoscimenti Unesco e ne conosciamo l’importanza e anche le difficoltà per ottenerli . Quindi i  miei complimenti per questo risultato sono convinti e sinceri.”

Clelia Martino da oltre 25 anni di fianco al Presidente Manna, organizzatrice e ufficio stampa dell’evento nella sua grande carica di entusiasmo che mette sempre ha detto:

E’ solo l’inizio dei grandi eventi di Casa Rossopomodoro in questo 2018 anno della cucina italiana ci vede in prima linea con scuole di cucina per rilevare i segreti dalla cucina italiana. Le attività coinvolgeranno tutta Italia e scenderanno in campo i Grandi Maestri, gli Executive Chef Antonio Sorrentino e Enzo De Angelis da sempre sostenitori della buona cucina italiana e campana, base di successo di Rossopomodoro. A breve partiremo per un tour per portare uno dei dolci tipici della tradizione pasticcera napoletana, le zeppole di San Giuseppe preparate secondo la ricetta originale scritta a Napoli intorno all’anno 1837”.

Prima della pizza era stato offerto il tipico raviolo caprese, un favoloso primo con la ricotta di Capri e delle eccellenti polpettine  di manzo.

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