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a 24 ore dal Bocuse d’Or a Torino

Martino Ruggero è in fibrillazione? No sembra un po teso, giustamente, ma prosegue i suoi allenamenti. L’11 e il 12 giugno infatti a Torino si svolge il più grande evento della cucina mondiale, praticamente i “Giochi Olimpici” della gastronomia, Bocuse d’Or Europa.

Bocuse d’Or Europa è l’ultima tappa  che porta ai « Jeux Olympiques » previsti in gennaio 2019 a Lyon, durante lo Sirha. Era il primo gennaio del 1987 che Paul Bocuse creava il Bocuse D’Or, un concorso rivoluzionario nel mondo della gastronomia prendendo spunto dai grandi eventi sportivi, immaginando un vero spettacolo intorno a questi Chef.

Un concept che riunisce i 24 giovani migliori del mondo, promesse per le future generazioni che realizzeranno in un determinato lasso di tempo dei piatti davanti ad un pubblico da stadio. Una giuria composta dai più illustri cuochi del pianeta deciderà in questo forse show ultra mediatico, il migliore tra loro.  Questa selezione di 20 migliori Chef d’Europa, che ne porterà solo 10 in finale a Lione, il 29/30 gennaio.

Noi l’italiano l’abbiamo in corsa il giorno 12 giugno, un giovane pugliese uscito dalla selezione italiana che competerà con gli altri Paesi europei.

Nel tempo di 5 ore 35 i venti chef, assistiti dai commis della loro squadra e dall’occhio vigile del coach, avranno da passare due prove utilizzando dei prodotti obbligatori.

Il tema Plateau avrà prodotti piemontesi di alta qualità: filetto di bue di razza piemontese, riso di Baraggia Biellese e Vercellese varietà S. Andrea AOP.

Per il tema piatto ogni candidato deve realizzare 15 piatti che, per la prima volta nella lunga storia di questa disfida, useranno prodotti obbligatori, ma di grande semplicità: formaggio Castelmagno AOP, fornito dal Consorzio di Tutela e uova. In abbinata la scelta dei legumi, aromi e spezie del Mercato Metro, fornitore ufficiale di questo evento. Ben 80 prodotti in scelta per preparare i loro piatti che debbono essere eccezionali per vincere. Questo per star al ritmo delle nuove tendenze del consumatore verso la gastronomia, inserendo almeno un prodotto “Slow Food”, simbolo di un consumo ragionato.

La squadra italiana da supportare, magari venendo a fare il tifo durante l’evento  il 12 al Lingotto a Torino, è composta da: Martino Ruggierihead chef presso il tre stelle Pavillon Ledoyen di Yannick Alléno a Parigi, François Poulain il coach francese e il commis belga Curtis Clément Mulpas, di soli 21 anni, del Pavillon Ledoyen di Parigi, insieme a Luciano Tona, direttore dell’Accademia Bocuse d’Or Italia, che è situata nel Castello di Roddi, vicino Alba, presidente Giancarlo Perbellini, Enrico Crippa Presidente Accademia Bocuse d’Or Italia Presidente C.O.C. Bocuse d’Or Europa 2018, ad introdurre la squadra italiana, una squadra che lui stesso definisce “un po’ europea”.

Durante l’incontro con la Regione Puglia, da cui proviene il concorrente italiano, abbiamo ascoltato Crippa, berrettino e giubbotto nero, sotto la giacca immacolata da chef tristellato “Ci siamo scambiati spesso idee,” racconta “io ho portato avanti un lavoro costante da dietro le quinte, Luciano Tona invece era sempre alle loro costole”.

L’Italia gareggerà quindi il 12 giugno, secondo giorno della gara, contro alcune squadre consolidate e molto temute, tra cui Norvegia, Danimarca e Svezia; “Martino però ha il sangue caldo”, scherza il tristellato italiano  “Sono contento che gareggeremo il secondo giorno” commenta Perbellini “perché i giudizi del primo giorno non si possono ritoccare”. La storia di Perbellini è legata a quella del Bocuse d’Or, di cui è diventato Presidente dopo Gualtiero Marchesi. “Aver messo in piedi l’Accademia è stato un passo fondamentale per fare dell’Italia la Coverciano della gastronomia”. Martino Ruggieri si dice “orgoglioso di rappresentare il suo, il nostro Paese. A Torino vuole portare una cucina che ci rappresenti appieno, senza prendere ispirazione da altri paesi. Lavoro in Francia e so come si approcciano a questo concorso; cercherò di fare la stessa cosa, ma con i sapori italiani”.

Allora super tifo da stadio per il nostro giovane e bravo Martino.

 

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Architetto veneziano, Roberta Candus, dopo un periodo di lavoro in questa veste, viene portata a Parigi dalle vicende della vita dove, per oltre ventanni lavora per il Club Mediterranèe, a Parigi e nei villaggi del mondo per poi, dopo un'immersione nel marketing, arriva a Milano come direttore comunicazione ed immagine dell'azienda francese. Per una sua esperienza a Vittel crea il circuito per il Club Med prima Interprofessional, quindi il Club Med Cup. Per la prima volta, quale sponsor dell'Open d'Italia crea i team degli sportivi nelle ProAm e, sempre legate allo sport, il Giro d'Italia in vela con Cino Ricci. Lasciati i francesi apre a Milano la sua società di comunicazione promuovendo il Cile attraverso le prime giornate gastronomiche presso il Jolly Hotel. Esce con il primo magazine Stil nel 1998 di cui è direttore per il target dei fumatori di sigaro e pipa abbinando così il suo circuito Cigar Golf Cup con degustazioni e momenti piacevoli di abbinamenti. Appassionata di distillati oltre che di sigari è presidente dell'associazione Fumatori di sigari Golfisti epicurei. La sua ricerca per tutto quel che è buono, genuino, per tutti i piaceri della vita che la natura può offrire, come sottolinea sul pay off del magazine Golf&Gusto, il periodico per gli amanti del gusto della vita, l'enogastronomia entra sempre più nelle sue corde e così nella serie di eventi Golf&Gusto Cup si possono conoscere piccoli produttori di grandi prodotti. Il fil rouge "il gusto del gioco, il gioco del gusto" fa capire il desiderio di fare cultura su questo nostro mondo ricco di piccoli, grandi produttori. Ormai da 12 anni frequenta anche il mondo degli chef per cui lo scorso anno, spinta da uno simpatico stellato, da' vita al nuovo format "Chef in Green" per far conoscere anche a loro il piacere di questo sport all'aria aperta in cui ci si batte contro se stessi per migliorarsi e condividere spazi molto belli e dialogare tra loro e con possibili clienti, conoscere prodotti, in un contesto open air diverso e bellissimo.

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