Quando si dice uomini duri, uomini pronti alla lotta per la loro passione, beh allora cosa volete che sia per loro un po’ di pioggia, portatrice di frescura, e specie quando ci si sta divertendo?

È successo all’evento di Chef in Green svoltosi il 6 agosto sul percorso del Golf Lanzo d’Intelvi. Erano venuti dappertutto, già non solo dalla Lombardia, ma dall’Alto Adige e dalla Svizzera. Erano venti tra chef stellati, sous chef, commis, sommelier, uomini di sala e tutti con il desiderio di provare il gioco del golf.

La giornata non sembrava troppo calda, il cielo era, a differenza del giorno prima in cui si era svolta la gara per i golfisti del circolo, piuttosto grigio, ma per fare lezione, dopo l’aperitivo d’accoglienza, andava più che bene e tutti si erano presentati puntuali vestiti di tutto punto… da golfista: bermuda, maglietta e sneakers, a parte Bernard Fournier che aveva dimenticato le scarpe ed ha dovuto giocare con quelle da città… con i calzini! Orrore, ma lo perdoniamo.

Vincenzo Da Monte, il maestro del circolo, li ha radunati sul putting green e iniziato un’ora di lezione a cui poi ha fatto seguire il campo pratica per far loro provare lo swing… a cui ancora molti non erano arrivati, ma Chef in Green li aspetta ad un altro appuntamento per proseguire.

Era interessante notare la caparbietà di alcuni per quel movimento a pendolo, per i golfisti ormai noto, anche se purtroppo non così facile da replicare neppure dai grandi professionisti. Quell’insieme nel trovare la linea di tiro, il dosaggio del colpo, senza parlare delle pendenze, ma erano a provare e riprovare come sono abituati a fare per trovare il giusto connubio degli ingredienti per farne uscire un piatto da chef!

Molti i giocatori del circolo che si aggiravano in attesa di sapere con che chef avrebbero potuto giocare le nove buche e così per gli abbinamenti sono stati presi i putter di ogni iscritto in gara e consegnati ai rispettivi chef perché ne prendessero “la mano”. Beh li hanno tenuti stretti anche quando, prima di partire Maurizio Palmieri, il cuoco del ristorante, sua moglie Raffaella e il figlio hanno preparato gli spaghetti di Carla Latini al sugo. Mettere un po di carboidrati per la gara era quel che ci voleva, ed ecco nascere spontaneamente !a “scarpetta chef ” infatti poiché nulla va buttato in cucina, tutto quel buon sugo con parmigiano e un tocco di peperoncino non poteva restare nel tegame. Il presidente della commissione sportiva ha spiegato loro come si svolgeva la gara e risposto alle loro ovvie domande. Una di queste verteva chiaramente sul solito discorso che noi golfisti sentiamo spesso, sul forte costo di questo gioco, ed ora loro sanno quanto questo non sia vero, quanto sia in linea con la scelta tra un Ristorante stellato o una trattoria, cioè sui servizi aggiunti, ma lo sport del golf si può apprendere a cifre ben contenute.

Tempo di partenza e tutti pronti al tee con i loro partner, ma il meteo ci ha messo uno zampino non carino, ad un certo punto una pioggerellina si è rinforzata sino a diventare insistente ed i tuoni sembravano minacciosi. Un po’ di team hanno potuto concludere le nove buche, ma non tutti, per cui si sono fatte le classifiche solo su cinque, penalizzando alcuni, ma non è stata la pioggia a fermare la gara, ma la sirena,  avvertimento che nel golf indica fulmini in arrivo, pericolo per i giocatori con i loro ferri.

Finito la disputa, perché hanno messo grinta, ci hanno riferito i compagni di gioco, e passione, come se fossero stati in cucina a fare il loro mestiere, quindi si sono cambiati passando dall’abbigliamento da golf a quello da cuoco, giacca e pantaloni lunghi, grembiule e toque per alcuni.

In cucina per un attimo c’è stato un po’ di confusione, poi ognuno ha trovato il proprio spazio e tutti a preparare nell’ordine i piatti da portare in tavola, mentre i golfisti si degustavano l’aperitivo. Un ambiance veramente fantastica in cucina, una cucina superaffollata che aveva impressionato Maurizio ma che, abituati come sono al rigore che la grande cucina obbliga, tutto si è svolto in tempi brevi di servizio per le cinque portate previste e i due dessert.

Tonno marinato al wakame, melone e mandorla, sfogliatina al foie gras al pepe rosso di kampot “khemara” e lampone preparato dallo chef stellato Bernard Fournier di Campione d’Italia del Ristorante Da Candida – Peperone, crema di rucola, salsa acidula peperone e arance, e parmigiano reggiano 30 mesi preparato da Davide Puleio e Daniele Navarria del l’Alchimia di Milano – Risotto arancia zenzero, cioccolato di Modica e gambero rosso di Cristian Benvenuto e Christian Colombo della Filanda di Macherio – Gnocchetti di semola allo zafferano con cozze vongole e bottarga di muggine preparato da Andrea Levratto e Giampiero Provenzano del Ristorante Porto Pojana Terminus di Riva San Vitale in Svizzera – Uovo di Selva croccante con fonduta di Grana Padano, spinaci selvatici e uova di salmerino, preparato da Filippo Sinisgalli e parte della brigata di Palato italiano di Bolzano – piatto vegano di Cristiano Bonolo, Panna cotta allo zafferano con coulis di lamponi e albicocche caramellate. Si chiudeva il tutto con il piatto del cuoco Maurizio Palmieri che, per non intralciare troppo tutti i venuti, aveva preparato un gelato, molto buono: Gelato soft di fine pasto con fragole fresche, e sorbetto di albicocche. Una cena ricca anche di un passaggio di formaggio gorgonzola Arrigoni al cucchiaio, che tutti hanno gradito.

Ecco quindi il momento atteso da tutti i golfisti: la premiazione. In questa gara come tutte quelle a coppie è il team che fa la differenza e Giorgio Viganò e Riccardo Escalante, chef del Ristorante Flora di Carnago ha battuto tutti aggiudicandosi il ceppo di coltelli offerto, come sempre da Arcos per lo chef ed un premio di prodotti degli sponsor per il giocatore. Era la prima volta a Chef in Green per lui e suo fratello uomo di sala, un battesimo nel verde che ha dato i suoi frutti. Ad occupare il secondo posto come chef Cristiano Benvenuto che ha vinto il sifone di Isi, quindi Andrea Levratto a cui abbiamo consegnato un premio Opinel, pur non molto in alto come classifica, ma per un ringraziamento sentito abbiamo premiato Bernard Fournier e, con un grandioso vino offerto da Carpineto, lo chef Sinisgalli di Palato Italiano, quindi premi un po’ per tutti come sempre offerti dagli sponsor.

Alla cena oltre i soci del circolo erano presenti anche due chef importanti Dario Ranza del Villa Principe Leopoldo di Lugano, bergamasco da 28 anni sulle migliori guide internazionali e Luciano Tona chem dopo la direzione della Scuola Alma di Colorno è ora direttore dell’Accademia Bocuse d’Or Italia.

Chi ha detto che la cucina e il golf vivono mondi separati? L’idea che Golf&Gusto ha avuto di coinvolgerli almeno in una giornata è proprio bella per gli uni, per farli uscire dal loro mondo un po’ stretto, portarli nel verde, farli respirare aria pura, attivarli in un altro modo, farli incontrare con nuove conoscenze o antiche, per i giocatori vedere li chef sotto un altro aspetto, diversamente da quello che i media gli hanno appiccicato negli ultimi anni. Entrambi amano quel che fanno, i giocatori il golf, gli chef la cucina, la passione gli accomuna, la precisione pure, quando useranno i ferri vedranno che c’è anche la strategia e la fantasia nel gioco come nel piatto, gli ingredienti sono tutti là è invece il metterli nel piatto nella giusta misura che conta, al golf devono mettere le loro competenze in giuste dosi per tutte le buche e quindi … in campo!

Una bella esperienza perché ha fatto tutti felici, chef, sommelier, uomini di sala e golfisti, e che questo bell’insieme continui anche in altri percorsi infatti gli appuntamenti di Chef in Green per quest’anno non sono affatto terminati.

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