Quando il giallo ed il rosso invadono il paesaggio, gli occhi mi si riempiono di gioia, anche se è segno di autunno. Venire nella Tenuta San Sebastiano, immersa tra i vigneti di Monforte d’Alba e scoprire che da una parte si gode il panorama delle vigne e dall’altra un piccolo, ma simpatico percorso di golf ti può rendere la giornata ricca di sport, buon vino e buon cibo, che dire?

Dal recupero della Tenuta San Sebastiano, immersa tra i vigneti di Monforte d’Alba, in Piemonte, Réva è un progetto interessante perché oltre a mantenere  la tradizione del territorio si è posto di reinterpretarla, sperimentando, non solo in nuovi vini, ma legando ai prodotti del territorio, come giusto, una cascina convertita all’ospitalità, con il panorama di vigne che ne fanno da corolla. Sono vari edifici, camere, spa, piscina e ovviamente un ristorante. È bello moderno piacevole, con una terrazza che in estate permette di cogliere la bellezza del paesaggio langarolo, 12 spaziose camere che si affacciano sui vigneti, una moderna spa ricavata nelle antiche cantine, una piscina interna, una piscina esterna con vista panoramica e un piccolo campo da golf, due ettari in erba naturale che si snodano fra ondulate colline, boschi e filari. Sullo sfondo, le catena delle Alpi abbraccia le colline con cime a volte innevate, tra cui si staglia il Monviso.

 

E poi una cucina che lo chef Paolo Meneguz, tanti anni nella cucina di Caino, e da qualche tempo arrivato qui, a prender le redini di questo ristorante che racconta con stile e piacevolezza.

«Dalla terra alla tavola lavoriamo per abbattere le separazioni. Territori, fornitori, chef, brigata e sommelier sono per noi componenti da considerare sullo stesso piano, elementi paritari che compongono la ricchezza olistica di un’esperienza culinaria». Cosa dire in risposta se non che questo giovane con esperienze interessanti ha trovato e porta nel Ristorante Free, aperto nel 2016, il desiderio di sperimentare con quello che la natura offre intorno in questa terra ricca di tutto e la porta in tavola, solo materie prime del territorio, esclusivamente da piccoli fornitori locali, con la voglia di spiegare e quindi di coinvolgere il cliente creando dei legami con esso. Infatti i piatti, sono fatti di ingredienti. Il cliente li seleziona in base ai suoi gusti, lasciando la composizione alla creatività dello chef. Con i vini la medesima procedura, tutto per arrivare all’esperienza del cibo come un invito a cena, dove il padrone di casa offre il meglio di ciò che il territorio produce.

L’obiettivo così è quello di offrire un ponte tra l’accoglienza di lusso e la conoscenza diretta della vita quotidiana di questi luoghi, dei loro sapori, della bellezza paesaggistica, delle eccellenze enologiche, gastronomiche, artigianali. Beh già il nome scelto “Free” che altro non vuol dire che Fabbro”in dialetto, come lo dimostrano grossi chiodi da legno forgiati a mano per portaposate. Il legno, il ferro, il cuoio, il fuoco, la pietra sono i materiali utilizzati. I locali del ristorante nascono dal recupero di una vecchia officina di fabbro, in piemontese fré, dove materie elementari venivano forgiate dopo un estenuante lavoro fisico. Per recuperare questa dimensione artigianale e ancestrale, ogni particolare è stato studiato nei dettagli: tavoli di legno naturale delle valli cuneesi su cui si mangia senza tovaglia; sotto bottiglie in cuoio; ceramiche artigianali in gres; chiodi in ferro battuto; argenteria personalizzata.

E i vini? La selezioni dei vini, che si compone di oltre 500 etichette, è affidata alla gastronoma Isabel Oberlin, in una continua ricerca tra tradizione ed innovazione, come mi spiega “Accanto ai nomi più blasonati del Piemonte, ho inserito piccoli produttori, giovani che hanno scommesso su vini e vitigni autoctoni del territorio di Langhe, Roero e dell’Italia intera. Ma anche etichette provenienti dall’estero, selezioni guidate dalla curiosità e l’amore per per le migliori zone vitivinicole al mondo, da tutti i continenti”.

Mi aveva incuriosito anche il nome Réva che l’autista, che mi aveva portato, molto sicuro aveva detto volesse dire Ripa, sempre in dialetto, mentre poi, in una chiacchierata con il proprietario abbiamo scoperto un altro significato, ma ben più in linea con il prodotto.

Miro Lekes, che viene da Brno, in Repubblica ceca dove fa l’imprenditore, ci ha spiegato che è la traduzione dalla sua lingua di GrappoloLui ha desiderato trasformare questo suo acquisto, come ha raccontato fatto via internet durante la notte, da cascina in un luogo di confort, ma non di lusso, anche se io il lusso lo ho trovato nella piacevolezza del luogo, nella cucina e nel percorso di nove buche pitch and putt, veramente carino che ho giocato con lui e l’enologo Gianluca Colombo.

Gianluca non ha molto tempo e desidererebbe apprendere bene questo sport rilassante ma, gestisce vigneti in alcuni dei più importanti cru di Langa: Ravera a Novello, Lazzarito a Serralunga e Cannubi a Barolo. 7,5 gli ettari attualmente in produzione, di cui 4 sono vitati a nebbiolo; 1,5 a barbera; 1 a dolcetto e 1 a sauvignon.

Tutti i vigneti sono a conduzione biologica e seguiti direttamente dallo staff interno. I loro vini, sono vini che puntano sull’eleganza, la pulizia, la bevibilità. Non hanno scelto vini ridondanti, scontrosi, ma accessibili, capaci di raccontare la propria storia a tutti, con obiettivo primario la valorizzazione delle varietà tipiche del territorio: dolcetto, barbera, nebbiolo.

Ecco quindi che la scelta di un team giovane fa di questo luogo un speciale esempio, grazie all’entusiasmo e alla competenza, maturata in anni di lavoro al fianco dei migliori interpreti del vino piemontese, il team di Réva è riuscito a a creare un’armonia perfetta tra innovazione e tradizione.

2013 Anno di nascita

25 Dipendenti tutti under 35

7,5 Ettari vitati

4 Vitigni

6 Vini

40.000 Bottiglie prodotte

ma non solo se volete numeri eccone altri

30 chiodi portaposate

1 tavolo degli amici

498 etichette in cantina

5 ore di foraging la settimana

26 fornitori artigianali

10 giovani di 4 nazioni nel team del FRE

 

RÉVA Soc.Agr.S., Località San Sebastiano 68

12065 Monforte d’Alba – Cn

www.revamonforte.it

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