Non ci si dovrebbe mai fermare alla prima occhiata, ma approfondire. Già e questo bisogna proprio farlo se andate in Corso Magenta 10, a Milano da Raw & Co. Primo perché è qui che possiamo degustare degli ottimi vini in un periodo che va dal 1 al 24 dicembre, cioè il periodo natalizio, e poi per vedere questo insieme di oggetti strani che ti fanno ritornare indietro con gli anni e così ti soffermi su vecchie insegne, teche, gabbie per uccelli, tavoli e vecchi banchi consumati dall’uso.
Oggetti provocanti se accostati a elementi di design, straniati in un contesto contemporaneo, ma ricchi di memoria storica e di significato, opera della passione di Paolo Badesco che chiama il suo negozio, in un elegante palazzo liberty, RAW, in inglese grezzo, crudo, naturale.

Beh allora le passioni si uniscono sempre ed è qui che la cantina di Castagneto Carducci – Bolgheri, Podere Sapaio, inizia il percorso del progetto “Podere Sapaio wandering at…” proprio a Milano: un progetto che vuole vedere la produzione pluripremiata di questa cantina spostarsi in Italia e nel mondo. Sapaio e Volpolo, che hanno conquistato diversi premi, in particolare Sapaio 2016 ha ottenuto “Tre Bicchieri” Gambero Rosso, “4 Viti” Guida Vitae, “5 Grappoli” Bibenda, “Super Tre Stelle” Veronelli, mentre il Volpolo 2016 ha conseguito, tra vari punteggi, 93 punti Luca Maroni e 94 punti James Suckling.

Nel 1999 a Castagneto Carducci, Bolgheri, Massimo Piccin, ingegnere veneto mosso da una grande passione per il vino, inizia Podere Sapaio. Una scelta coraggiosa e visionaria: un investimento in una proprietà, a Bolgheri, in quella che era un’azienda agricola gestita a mezzadria, principalmente a seminativo, con pochi filari di vigneto. Un esempio di come la passione forte possa portare alla realizzazione di un progetto prestigioso con l’intento di crescere e perseguire l’eccellenza in una terra unica, madre di una denominazione celebrata in tutto in mondo. L’azienda oggi vanta 25 ettari e la produzione di due etichette: Sapaio e Volpolo.

In questi vini c’è il rispetto per la terra e innovazione e passione che sono i due fondamentali principi della filosofia di Massimo Piccin nel “fare vino” e li unisce ad un uso attento della tecnologia, senza dimenticare l’importanza di preservare la tradizione: valori non in contrapposizione, bensì in sinergia. Questa filosofia sarà un racconto che verrà fatto proprio nel periodo di permanenza a Milano, dove sommelier esperti si occuperanno della vendita dei vini, ma offrendo anche la possibilità di degustarli al bicchiere, prendendosi una pausa dalla frenesia degli acquisti natalizi.

Piccola nota da non trascurare oltre al ricordare che Bolgheri suscita sempre ricordi d’infanzia. Gran parte della notorietà di Bolgheri infsatti si deve alla poesia carducciana “Davanti San Guido”, al celebre “Viale dei Cipressi”, considerato monumento nazionale. Quindi tutti punti da annotare come lo spirito che unisce eccellenza e semplicità e che si esplicita anche nell’identità dell’azienda che ha come logo una corona, un vero e proprio tributo al vino e alla sua nobiltà. Il logo è stato creato dal designer Aldo Segat, specializzato nel settore del vino, del cibo e dell’accoglienza di alta qualità. Un tratto semplice che richiama un’immagine di fanciullesca bellezza, ispirata alla firma, la corona a tre punte, dell’artista afroamericano Basquiat. Per il logo del nuovo progetto “Podere Sapaio wandering at…”, Aldo Segat ha evidenziato, attraverso la porta che si apre all’interno della corona, la volontà di Podere Sapaio di aprire le proprie porte sul mondo.

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