Una serie di colline vitate in un continuo saliscendi che lambiscono il fiume Tanaro, punteggiati da castelli e da superbi vigneti segnano un territorio dal nome Roero. Una denominazione di origine controllata e garantita “Roero” che marca solo i vigneti in collina – dove i suggestivi ciabòt (un tempo ripari per i momenti di riposo) – disposti per lo più a girapoggio o a ritocchino, si situano ad altitudini non superiori ai 400 m, ovvero in quelle zone in cui la vite dà i migliori risultati.

Sembra un mare con le sue onde che si rincorrono, un mare di colline e colline che appaiono come una sola vigna; dove i filari si alternano a frutteti sino a confinare col bosco. Una tradizione secolare che testimonia la vocazione viticola di questo paesaggio.

Il Roero è una zona situata sulla riva sinistra del Tanaro, tra la pianura di Carmagnola e le basse colline dell’Astigiano, geologicamente terra piuttosto recente, 130 milioni di anni fa faceva parte del fondale di un mare interno, chiamato Golfo Padano. Poi 2-3 milioni di anni fa l’emersione delle sedimentazioni hanno formato le colline del Roero in cui si sovrappongono vari tipi di suolo, con strati più profondi slittati verso il monte, mentre i più recenti sono rimasti a fondo valle.

Un tempo Langhe e Roero erano un tutt’uno, poi il fiume con la sua continua erosione ha creato le Rocche, questi rilievi scoscesi che segnano lo spartiacque tra vecchia e nuova vallata del Tanaro e che tagliano il territorio da sud-ovest a nord-est, dividendo i suoli a base di ghiaie e argille fluviali, da quelli di origine marina, dove la vite trova le sue condizioni ideali. Ed ecco, sulla riva sinistra del fiume Tanaro, si forma il territorio del Roero.

Una bella storia della natura che si è sviluppata prima dell’arrivo dei Romani, fin dalla presenza dei Liguri, grazie probabilmente all’influenza degli Etruschi e si estende con sempre maggiore intensità fino ai giorni nostri. Una storia che merita di essere approfondita nel suo intimo e quindi perché la comunicazione non si limiti alla superficie, ma si addentri come un fiume che vuole berne la linfa nascono allora i Roero Days. Così viene maggiormente conosciuta la Docg Roero a livello nazionale e non solo ai professionisti del settore, ma alle molte migliaia di consumatori ed estimatori che amano il vino e che si incontreranno in questa edizione, la terza, quest’anno a Bologna, la Dotta, la Grassa dal 31 marzo al 1° aprile presso il Palazzo Re Enzo.

Dopo la Reggia di Venaria Reale, il Museo dei Navigli di Milano e ll Castello di Guarene, il Consorzio ha ritenuto la sede più adatta a promuovere i loro vini in Bologna. Affinità culturali, non legati al comparto vinicolo, così diverse tra le due aree, ma cultura, arte, storia, turismo e gastronomia sono elementi che possono essere apprezzati dagli amanti delle bellezze, non solo artistiche.

Allora il Palazzo di Re Enzo, di origine duecentesca e ristrutturato più volte nel corso dei secoli, che si trova nel centro della città ed è sede di molteplici manifestazioni di carattere artistico, culturale, sposa pienamente lo stile da sempre cercato dai Roero Days, basato su edifici ricchi di storia ed evocativi di un fulgido passato. Inoltre, questa splendida struttura è già ben nota per le qualificate attività legate al mondo dell’enogastronomia che vi si svolgono da anni.

Gli spazi disponibili, circa 2.400 mq complessivi, consentono l’ideale strutturazione dei locali necessari ai Roero Days: grande sala dei Produttori, sala Convegni, spazio espositivo, aula per Laboratori di degustazione, spazio ristorazione.

Un elemento di novità e di forza dell’edizione 2019 consiste sicuramente nell’uscita in commercio delle prime bottiglie riportanti in etichetta i nomi delle diverse MGA, Menzioni Geografiche Aggiuntive, che andranno così opportunamente valorizzate nelle presentazioni e nelle degustazioni, dove a mescere i vini e raccontare la propria storia saranno quindi le persone che potranno parlare del proprio modo di intendere il vino.

Si potrà quindi approfondire le caratteristiche organolettiche e le capacità di evoluzione del Roero Arneis, vino bianco ottenuto da uve arneis e del Roero, uve provenienti da vitigni a bacca rossa, grazie ad assaggi di 8 vini, guidati da espertissimi degustatori, che risaliranno sino a 10 -15 anni dalla vendemmia. Ma il Roero Days consente anche della parte Roero Week per i Ristoratori ed Enotecari che potranno inserire nella propria carta dei vini almeno 3 Roero Arneis e 3 Roero durante la settimana.

È un progetto ad ampio spettro legato anche alla gastronomia che non poteva mancare in una città come Bologna, con un degno accompagnamento di piatti del territorio.

All’interno dei Roero Days di Bologna, pertanto, sarà presente sia una cucina di alto livello realizzata da cuochi del Roero – riservata ai partecipanti ai Laboratori di degustazione – sia semplici prodotti locali (o comunque di prossimità) selezionati e gratuitamente proposti dal Consorzio di Tutela Roero grazie alla collaborazione di Assopiemonte.

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