Così anche Milano avrà il suo Mercato Coperto proprio alla Stazione Centrale.

A giugno termineranno i lavori strutturali finanziati da Grandi Stazioni e i 4.500 metri quadrati di Stazione Centrale destinati a diventare Mercato Centrale Milano passeranno sotto la gestione della società di Umberto Montano, imprenditore della ristorazione, e dall’esperienza imprenditoriale del gruppo Human Company della famiglia Cardini-Vannucchi, co-fondatore e leader in Italia nel settore del turismo all’aria aperta. Realizzeranno l’allestimento delle botteghe artigiane e delle altre aree di ristorazione ed eventi.

«Il contratto che abbiamo firmato scadrà tra 21 anni – sottolinea il ceo Stefano Mereu – contemporaneamente al termine della concessione ottenuta da Grandi Stazioni con Ferrovie dello Stato. Una scadenza necessariamente a lungo termine perché, tra i due interventi, l’investimento complessivo supera i 10 milioni di euro».

Il cantiere di via Sammartini a Milano è aperto e così dopo il format di successo, nato a Firenze il 23 aprile del 2014 (dove oggi ne sono presenti due, quello in centro storico e quello al centro commerciale I Gigli) ed esportato prima a Roma, nel complesso di Stazione Termini, il 5 ottobre del 2016, quindi a Torino, dove l’apertura è stata fissata per il 13 aprile, con 4.500 mq, 25 tra botteghe, ristoranti e perfino una torrefazione e un mulino per creare il pane tutto a Porta Palazzo. Entro il 2019 quello di Milano.

L’idea del progetto è semplice e si basa su tre concetti fondamentali: la centralità degli artigiani con la loro capacità di produzione, preparazione, vendita e somministrazione dei loro prodotti locali, il legame e lo scambio con il quartiere e la città nell’ottica di una rigenerazione urbana, la creazione di eventi, che trasformano ogni mercato in luogo di destinazione in un continuo dialogo con il tessuto cittadino.

Un luogo di condivisione e di incontro sviluppato attraverso un numero enorme di eventi e attività culturali non solo legati al food, ma alla moda all’arte con oltre 600 eventi programmati dall’apertura alla fine dell’anno  per non essere solo mercato.

«Molto più, dunque, di un luogo dove mangiare e fare la spesa – dichiara Umberto Montano, ideatore e Presidente di Mercato Centrale – Mercato Centrale è un luogo di destinazione, dove cibo e cultura si incontrano in un connubio perfetto in grado di generare un forte fenomeno di aggregazione sociale e realizzare veri e propri progetti di rigenerazione nel tessuto urbano all’interno del quale si inserisce».

Deve  essere un mercato coperto di nuova concezione che punta tutto su artigianalità, legame con il territorio e vocazione culturale: sono questi gli ingredienti della ricetta di Mercato Centrale, un progetto che vede Firenze, Roma Torino ed entro la fine dell’anno Milano.

Un viaggio attraverso la riscoperta della cultura gastronomica italiana, la maestria degli artigiani della bontà elementare e la restituzione di luoghi che tornano a vivere.

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Architetto veneziano, Roberta Candus, dopo un periodo di lavoro in questa veste, viene portata a Parigi dalle vicende della vita dove, per oltre ventanni lavora per il Club Mediterranèe, a Parigi e nei villaggi del mondo per poi, dopo un'immersione nel marketing, arriva a Milano come direttore comunicazione ed immagine dell'azienda francese. Per una sua esperienza a Vittel crea il circuito per il Club Med prima Interprofessional, quindi il Club Med Cup. Per la prima volta, quale sponsor dell'Open d'Italia crea i team degli sportivi nelle ProAm e, sempre legate allo sport, il Giro d'Italia in vela con Cino Ricci. Lasciati i francesi apre a Milano la sua società di comunicazione promuovendo il Cile attraverso le prime giornate gastronomiche presso il Jolly Hotel. Esce con il primo magazine Stil nel 1998 di cui è direttore per il target dei fumatori di sigaro e pipa abbinando così il suo circuito Cigar Golf Cup con degustazioni e momenti piacevoli di abbinamenti. Appassionata di distillati oltre che di sigari è presidente dell'associazione Fumatori di sigari Golfisti epicurei. La sua ricerca per tutto quel che è buono, genuino, per tutti i piaceri della vita che la natura può offrire, come sottolinea sul pay off del magazine Golf&Gusto, il periodico per gli amanti del gusto della vita, l'enogastronomia entra sempre più nelle sue corde e così nella serie di eventi Golf&Gusto Cup si possono conoscere piccoli produttori di grandi prodotti. Il fil rouge "il gusto del gioco, il gioco del gusto" fa capire il desiderio di fare cultura su questo nostro mondo ricco di piccoli, grandi produttori. Ormai da 12 anni frequenta anche il mondo degli chef per cui lo scorso anno, spinta da uno simpatico stellato, da' vita al nuovo format "Chef in Green" per far conoscere anche a loro il piacere di questo sport all'aria aperta in cui ci si batte contro se stessi per migliorarsi e condividere spazi molto belli e dialogare tra loro e con possibili clienti, conoscere prodotti, in un contesto open air diverso e bellissimo.

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