Quando si pronuncia il nome Valtellina, il nostro pensiero va a due prodotti tipici della zona nord della lombardia, i pizzoccheri e la bresaola. I primi particolari per il loro colore e sapore, il secondo per la delicatezza di questa carne, ma questa Valle racchiude tante meraviglie, sia dal punto di vista paesaggistico sia da quello enogastronomico.

Ecco allora che per promuovere il turismo sempre più legato all’enogastronomia nasce un progetto interessante “AssaporiAMO la Valtellina” una guida ed un ricettario collegato a molti eventi di promozione di questo territorio che coinvolgono anche un gruppo di chef ed i loro piatti, una panoramica di esperienze gastronomiche ideali per le prossime vacanze così da vivere al meglio il territorio e che mostreranno le mille sfaccettature, attraverso i sapori e le storie di chi li vive tutti i giorni.

Essendo composto di più sezioni l’itinerario offre in questo palcoscenico non solo vari ristoranti stellati, ma le diverse località con i propri prodotti di punta.

Partendo da Chiavenna e dintorni, la patria dei suggestivi Crotti, il viaggio prosegue verso Morbegno e dintorni, dove nasce il famoso formaggio Bitto; ci si sposta poi a Sondrio, con i meravigliosi terrazzamenti vitivinicoli e nella Valmalenco per proseguire verso Teglio e Tirano e celebrare sua maestà il Pizzocchero,proseguendo fino a Bormio e le sue valli, per esperienze gourmet nella cornice del Parco Nazionale dello Stelvio, fino ad arrivare a Livigno, che offre una gastronomia che unisce passato e innovazione.

Ma a dare il contributo culturale di questo patrimonio ci sono anche le signore valtellinesi che rivelano le ricette e i segreti tramandati di famiglia in famiglia. Ecco allora come facevano e continuano a fare i Pizzoccheri, il vero significato di Sciatt, le infinite varietà di Taroz, i più particolari Chisciöi, fino alle Costine al lavecc, dove spiegano perché la pietra ollare sia determinante per il sapore dei piatti. Le signore non potevano dimenticare i dolci della Valtellina come la bisciola, che la leggenda narra sia nata quando Napoleone invase il Nord Italia o il Curnat di Grosio, un dolce molto “povero” ma squisito.

Tutti piatti sostenuti da vini importanti che con la strada del Vino Valtellinese delineano e corredano il libro che può accompagnarvi per assaporare al meglio questo territorio che, con la viticoltura e i suoi terrazzamenti, le eccellenze dello Sforzato di Valtellina DOCG, del Valtellina Superiore DOCG e le sue sottodenominazioni, permettono momenti di piacere oltre ad ampliarsi nella realtà emergente delle birre artigianali.

Quindi con i dieci chef ed i loro piatti ci approcciamo a questa terra ricca di meraviglie tutte da provare.

Da Stefano Masanti, Il Cantinone a Madesimo creato dai nonni nel 1974, così come l’albergo adiacente, Sport Hotel Alpina fa una cucina è basata su ricette tradizionali, alleggerite e reinterpretate per un menù fortemente votato al territorio.

Roberto Tonola Lanterna Verde, Villa di Chiavenna, terza generazione, membro di JRE, che sperimenta nuove creazioni a base di prodotti locali: uova di galline che vivono libere, castagne, funghi, selvaggina e trote delle tre vasche davanti al ristorante.

Gianni Tarabini Ristorante La Preséf, Mantello, stellato dell’Agriturismo La Fiorida dove i sapori genuini della terra si trasformano in gusti emozionanti, attraverso le contaminazioni creative.

Maurizio Vaninetti Osteria del Crotto, Morbegno che lavora attivamente per un innovativo modello di agricoltura e di allevamento in valle a sostegno di piccoli produttori locali come agricoltori, allevatori, mugnai, casari, norcini e pescatori che sono tutti ben rappresentati nella sua carta.

Enrico Lenatti Hotel Tremoggia, Chiesa In Valmalenco, realtà dal 1924 simbolo dell’ospitalità Valtellinese gestita dalla Famiglia Lenatti, oramai alla quarta generazione in cui i suoi piatti partono anche dalla scelta delle materie prime che provengono dall’orto di casa.

Andrea Usuelli il Poggio, Poggiridenti che si definisce custode di una storia che vuole condividere attraverso i suoi piatti, la sua passione, per il cibo e per la cucina e per i colori e i profumi delle montagne Valtellinesi.

Michele Bormolini , Hotel Spöl, Livigno, dal 2001 presidente dell’Associazione Cuochi e Pasticceri di Livigno, valorizza le consuetudini culinarie del Piccolo Tibet, salvaguardando le tradizioni gastronomiche locali.

Antonello Tognolini Hotel Ristorante Combolo, Teglio in cui la sua cucina valtellinese è rielaborata secondo la sua creatività in proposte che, oltre ai sapori, vogliono veicolare anche l’essenza del territorio con la sua ospitalità, l’aria pura della montagna e le bellezze della natura.

Anna Bertola Locanda Altavilla, Bianzone, da brava montanara cura personalmente la scelta dei prodotti in prevalenza tipici della zona, che spaziano dalla selezione delle bresaole ai piatti tipici come sciatt e pizzoccheri, dalle crespelle di grano saraceno alle grigliate di carne, dai funghi alla selvaggina.

Massimiliano Tusetti Al Filò, Bormio, dal 2001, con la moglie Sara, realizza il sogno della vita di gestire un ristorante di proprietà e apre il ristorante Al Filò. Il piatto emblema della sua cucina sono le “Sfere di patate con fonduta e bresaola, crema di pane di segale” che realizza in un equilibrio di contrasti e sapori valorizzando le nuove tecniche di cottura con la tradizione.

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