Ci piace incontrare produttori che ci raccontino la loro storia fatta di rinunce, fatiche e scelte che portano alla ricerca del meglio.

La famiglia Arrigoni sembra sia nata nella Valle Taleggio intorno all’anno Mille. Infatti, come ci raccontano, alla fine del XIX Battista Arrigoni, seguendo il flusso di emigrazione tipico di quegli anni, parte dalla Valle Taleggio per arrivare in Texas all’età di 15 anni, ma l’esperienza statunitense durerà solo pochi anni, perché la chiamata alle armi per la guerra lo riporterà in Italia dove si fermerà a Pagazzano fondando la ditta Arrigoni Battista.

Negli anni Venti da azienda prettamente agricola, attrezzandosi, divenne anche trasformatrice del latte. È del ’35 che il piccolo caseificio, che si trovava proprio all’interno del paese di Pagazzano, a fianco delle stalle adibite all’allevamento di bovine e suini, si producevano diversi prodotti, innanzitutto il Taleggio, la cui ricetta era ben nota alla famiglia Arrigoni, ma anche formaggi duri, da grattugia, esportati anche all’estero arricchendosi nel ’50 anche del Grana Padano, non ancora tutelato dal consorzio, e del Gorgonzola.

Nel 2003 nasce la nuova struttura produttiva di Pagazzano. Gli impianti, di moderna concezione, si sviluppano su di un’area di 60.000 mq di cui circa 15.000 coperti, garantendo gli elevati standard qualitativi dei prodotti Arrigoni.

Così nascono i vari prodotti di questa azienda vocata al migliorarsi e cavalcare le novità con la ricerca di un obiettivo preciso, l’idea del prodotto e del territorio quali elementi da difendere e rispettare. Origine, scelte, politiche commerciali e iniziative, a volte forse anti-economiche, sono sempre sempre coerenti.

La tradizione è il principio, il progresso la vocazione, perché la tutela della tradizione deve andare di pari passo con il difficile compito di fare impresa da leader di settore. Infatti produzioni di Taleggio, Gorgonzola, Quartirolo Lombardo e Crescenza oltre a quelle di alcuni formaggi “Unici”.

Unicità, difficile da mantenere oltre che reperire, sono pietre miliari della tradizione casearia italiana, siano essi il frutto della capacità interpretativa dei casari e degli affinatori dell’azienda che della passione, volontà, conoscenza e capacità interpretativa. Partendo dal concetto che nulla nel settore caseario è perfettamente ripetibile perché troppi sono i fattori che col passare del tempo e contro le migliori intenzioni, rendono diversi i prodotti (l’alimentazione del bestiame, gli strumenti per la produzione, i luoghi di caseificazione e stagionatura), il comune denominatore rimane unicamente la perizia e l’esperienza dell’uomo. il Torregio e il Rossini oggi identificano fortemente la produzione di questa azienda.

È stato sempre l’obiettivo di Arrigoni, anche quando il mercato internazionale ha iniziato a mostrare interesse verso il mondo del Bio, quando questo termine Bio deve equivalere non solo particolarmente buono e non necessariamente solo bello. La tutela del prodotto, specialmente quando si tratta di prodotti DOP, è stata la scelta di aziende agricole certificate particolarmente affidabili, situate nelle zone di produzione dei formaggi DOP Taleggio e Gorgonzola. In seguito sono stati effettuati tutti i test necessari per meglio adattare le fasi di lavorazione alle differenze strutturali e organolettiche del latte Bio.

Un progetto ambizioso e articolato che ha voluto portare Arrigoni ad essere in Italia ed all’estero un valido partner per le aziende che nel Bio hanno creduto e vogliono continuare ad investire. Per questi suoi ideali, sempre mantenuti, questa azienda continua a ricevere premi nel mondo.

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