Quarto appuntamento di Chef in Green al Golf Lanzo, sopra il lago di Como, dove già lo scorso anno si era svolta con successo la manifestazione. Il golf comincia proprio a piacere agli chef che sono già venuti e che portano ogni volta colleghi a provare questo connubio green e cucina di alto profilo.

Giornata ideale, non troppo calda visto il percorso che si inerpica in buche non facili, con difficoltà che si ritrovano non solo sui fairways e sui green, mettendo alla prova gli chef, specie se è la loro prima uscita nel golf. Tutto giusto per far capire che questo sport impegna la testa non solo braccia e gambe, anche se in questa giornata non per tutti le gambe, alcuni fortunati hanno potuto usufruire del cart, quindi….

Come sempre per seguire il regolamento particolare, scelto per far si che giocatori super dilettanti potessero giocare senza problemi, il maestro Vincenzo Damonte dalle 12 alle 13 aveva fatto lezione sul putting green specie agli chef venuti per la prima volta, agli altri è bastato correggere un po’ e tutti hanno provato subito anche durante la lezione con il putter del loro compagno di gioco così si sono subito abituati al grip, al peso e alla forma di questo ferro particolare che viene usato solamente su quella zona erbosa, ben rasata, in cui è inserita una piccola buca con la bandiera per poterla vedere anche da lontano.

il percorso di Lanzo, in località Piano delle noci, è degli anni ’50 in questa valle ricca di tradizioni e testimonianze artistiche in un contesto nato tra amici appassionati di questo sport. Così infatti racconta Guido Astesani dai ricordi del padre Emilio, “l’ing. Astesani”, che fu anima e animatore delle origini del Club, nonché il primo Presidente. “Mio padre e i suoi amici ebbero una grande intuizione nel pensare al golf come volano di rilancio per un’area ricca di potenzialità come la Valle d’Intelvi. Furono anticipatori dello sviluppo di questo sport, così fortemente connesso con il paesaggio e con un turismo non di massa, quindi più sostenibile.

Nasce quindi nel 1962, il Golf di Lanzo, come venticinquesimo campo in Italia. L’estate del ’62 vedeva solo cinque buche: Giorgio Frigerio, primo ed efficientissimo segretario, ottimo giocatore, ma anche esperto greenkeeper e preziosa guida per chi si avvicinava al golf, diede a tutti i primi rudimenti di questo fantastico sport.

Ora ecco che con Chef in Green speriamo di portare negli anni 2020 anche un altra categoria di giocatori ad apprezzare questi spazi verdi, questi boschi con i loro folti alberi che oltre a proteggerci dal sole rendono più difficile il percorso, ma ci regalano un’atmosfera a volte irreale fatta di silenzio, cinquettii e tanta pace che ci rigenera specie se viviamo in città o rinchiusi per il nostro lavoro in spazi precisi e a volte stretti.

Chissà i piatti degli chef potrebbero risentire di questa atmosfera particolare, dei colori con infinite sfumature di verde, con profumi di bosco e di erba tagliata, di muschio e di vegetazione ricca di felci.

È vero che il gruppo di chef che era pronto a preparare i piatti li aveva già studiati e quindi non è stato il paesaggio a darne l’ispirazione, ma forse il giusto equilibrio tra l’azione sportiva in quel bel ambiente li ha preparati poi al loro lavoro in cucina. Lavoro di cui vi parlerò sul prossimo pezzo che riguarda proprio la cena e la premiazione che da merito a chi ha lavorato bene sui green e non solo.

Parlando con i due chef Andrea De Poli e Claudio Sadler che hanno iniziato con noi e che ora si sono spinti a prendere l’hcp per poter giocare in veste di golfista, il golf serve loro per avere una giornata di relax, ma sportivo, e come ci hanno spiegato entrambi, se potessero giocherebbero solo a golf.

Chef in Green è nato proprio per questo, portare almeno una giornata gli chef, i sommelier, gli addetti alla sala anche i pizza Chef prossimamente e perché no i bartender ad esplorare questo mondo particolare fatto di fairways, di bunker, di green e buche e… di voglia di libertà mantenendo sempre un certo a plomb, una bella educazione e comportamento verso i compagni di gioco anche se in gara possono essere dei concorrenti al premio che viene messo in palio, senza contare che il camminare fa sempre bene e che l’attività fisica mantiene giovani.

Cosa c’è di meglio che portare la famiglia, in spazi così belli e protetti? Bene quindi venite con noi e non ci limiteremo a offrirvi il golf, ma anche il piacere di stupire poi i commensali facendovi conoscere nella vostra veste in cui eccellete! Un connubio tra sport e cucina, sport nel verde e cucina di ricca di fantasia e scelte di ottimi prodotti in cui potete esaltare anche le materie prime delle vostre regioni di appartenenza, i sommelier portare cultura del vino e dell’olio, i bartender la piacevolezza di una creazione all’aperitivo e gli addetti alla sala, capire come il golfista si potrebbe rapportare al ristorante in cui normalmente lavorano.

Alla prossima quindi i primi di settembre in un altro bellissimo percorso,  il Modena Golf & Country Club, Chef in Green vi aspetta.

 

 

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