Una prima del Giappone è avvenuta con Ueda Satoru, del ristorante stellato Gardenia di Mariangela Susigan, che è il vincitore della sesta edizione del concorso The Vegetarian Chance 2019 e che si è svolto a Torino negli spazi del ristorante di EDIT.

Dal 2016 il concorso ha sempre annoverato tra i suoi partecipanti almeno uno proveniente dal paese del Sol Levante. Alle spalle di Ueda Satoru si sono piazzati a pari merito il belga Sylvester Schatteman del ristorante Hofke Van Bazel e Hayao Watanabe del ristorante Franceschetta di Modena.

Spostatosi in questa edizione in quel di Torino l’evento, creato da Pietro Leeman e Gabriele Eschenazi, aveva una giuria composta da Marco Lanzetta, medico chirurgo vegano, Salvatore Alessandro Giannino, nutrizionista cattedra UNESCO, Marco Sacco, chef Piccolo Lago (due stelle Michelin), Edoardo Ferrante, vegan chef de L’Orto già salsamentario, Carlo Passera, giornalista di Identità Golose. In cucina a coordinare i cuochi in gara l’executive chef del Joia Sauro Ricci con la sua brigata.

I piatti vincenti di Ueda Satoru sono stati Zuppa francigena con erbe selvatiche e Bosco e radici con labnè di mandorle. Quelli di Sylvester Schatteman, ragù di funghi con patata soffiata e barbabietola marinata, mentre Hayao Watanabe ha presentato Aki (piatto tradizionale giapponese) e orata ripiena piemontese.

Quest’anno agli chef partecipanti era stato chiesto ancor più sostenibilità, elemento che è piaciuto a chi ha assistito a questo premio.

I cuochi hanno cercato nel territorio e nella propria cultura personale i contenuti dei piatti, senza dimenticare il palato, la sintesi dei gusti e la tecnica.

Ueda Satoru ha dato valore nelle sue proposte alle erbe selvatiche raccolte sul territorio come spinacio buon enrico, ortica dioica, borragine e le ha combinate in una zuppa di legumi vari con un cereale ingiustamente dimenticato come il sorgo. Il viaggio nella natura di Ueda è proseguito nel bosco con le radici protagoniste del secondo piatto con una salsa di abete.

Sylvester Schatteman ha posto l’accento su un vegetale, prediletto dai vegetariani per la sua capacità di dare gusto ai piatti: il fungo. Lo ha fatto in forma scenografica e di sostanza con una scultura e una ragù di funghi accompagnata da una patata soffiata, che ha ben reinterpretato le famose “frites” belghe.

Schatteman ha poi affrontato un percorso inesplorato per il concorso proponendo un dolce a base di barbabietola con aceto di vino, pistacchi, sciroppo di zucchero, fichi, cavolo rosso ed erbe. Tutti i suoi ingredienti sono arrivati con lui dal Belgio.

Molto interessanti tutti gli chef presenti e passando agli sponsor il premio speciale di Ricola è stato attribuito Sylvester Schattemanm con questa motivazione: Per aver preso la responsabilità del grandissimo orto, ricco di verdure e fiori edibili, che cura personalmente nel tempo libero, e per la sua passione per le erbe aromatiche, tanto da aver conseguito – come unico cuoco belga- il diploma di erborista”.

Il premio Rossòrapa è stato attribuito a Beak Sungjin, cuoca freelance coreana, che vive in Giappone e che è venuta da sola per la prima volta in Europa senza conoscere le nostre lingue e ha lavorato da sola in cucina rifiutando con orgoglio e professionalità ogni aiuto. In Giappone scrive libri per bambini ed elabora ricette per persone malate.

 

La premiazione condotta da Pietro Leeman e Gabriele Eschenazi, ideatori della manifestazione, è avvenuta di fronte a un caloroso e numeroso pubblico torinese (circa 200 persone) nella prestigiosa sala Osservatorio di EDIT, il luogo che ha ospitato il Festival a Torino per la prima volta.

 

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Architetto veneziano, Roberta Candus, dopo un periodo di lavoro in questa veste, viene portata a Parigi dalle vicende della vita dove, per oltre ventanni lavora per il Club Mediterranèe, a Parigi e nei villaggi del mondo per poi, dopo un'immersione nel marketing, arriva a Milano come direttore comunicazione ed immagine dell'azienda francese. Per una sua esperienza a Vittel crea il circuito per il Club Med prima Interprofessional, quindi il Club Med Cup. Per la prima volta, quale sponsor dell'Open d'Italia crea i team degli sportivi nelle ProAm e, sempre legate allo sport, il Giro d'Italia in vela con Cino Ricci. Lasciati i francesi apre a Milano la sua società di comunicazione promuovendo il Cile attraverso le prime giornate gastronomiche presso il Jolly Hotel. Esce con il primo magazine Stil nel 1998 di cui è direttore per il target dei fumatori di sigaro e pipa abbinando così il suo circuito Cigar Golf Cup con degustazioni e momenti piacevoli di abbinamenti. Appassionata di distillati oltre che di sigari è presidente dell'associazione Fumatori di sigari Golfisti epicurei. La sua ricerca per tutto quel che è buono, genuino, per tutti i piaceri della vita che la natura può offrire, come sottolinea sul pay off del magazine Golf&Gusto, il periodico per gli amanti del gusto della vita, l'enogastronomia entra sempre più nelle sue corde e così nella serie di eventi Golf&Gusto Cup si possono conoscere piccoli produttori di grandi prodotti. Il fil rouge "il gusto del gioco, il gioco del gusto" fa capire il desiderio di fare cultura su questo nostro mondo ricco di piccoli, grandi produttori. Ormai da 12 anni frequenta anche il mondo degli chef per cui lo scorso anno, spinta da uno simpatico stellato, da' vita al nuovo format "Chef in Green" per far conoscere anche a loro il piacere di questo sport all'aria aperta in cui ci si batte contro se stessi per migliorarsi e condividere spazi molto belli e dialogare tra loro e con possibili clienti, conoscere prodotti, in un contesto open air diverso e bellissimo.

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