Siamo ancora al Golf Tolcinasco per il sesto evento del 2020, anno in cui, iniziati tardi siamo comunque ripartiti e riusciti a portarci sino a qua.
Il primo articolo parlava solo della parte ludica della giornata, quella legata allo sport, alla lezione impartita a chef, sommelier, addetti alla sala, produttori e giornalisti che avevano provato, chi per la prima volta chi invece, ormai quasi habitué, alla competizione sulle nove buche in coppia con i golfisti del circolo ospitante. 

Ora passiamo alla serata che si è svolta all’interno del ristorante Il Tolcino in cui tutto era pronto per ospitare, con i dovuti distanziamenti e secondo le regole imposte, i vari commensali.

In cucina gli chef, sempre in mascherina, rigorosamente Chef In Green, si sono avvicendati nel preparare il menu che era stato studiato e posto da tempo in locandina. Un menu che, per la giusta sequenza, creatività, presentazione e gusto ha veramente decretato il successo della serata.

Come sempre i piatti vengono presentati ai commensali dagli chef che li hanno ideati mentre il direttore di Golf&Gusto, Roberta Candus, introduce lo chef con le sue prerogative perché è giusto che ci siano questi momenti di cultura e riconoscimento per gli chef che cucinano gratuitamente per il piacere che hanno di prodursi e farsi conoscere. Come nel pomeriggio in terrazza il proprietario di Riso Testa ha illustrato ai presenti il suo prodotto e la sua cascina ricca di questi strumenti ottocenteschi che ha rimesso a punto e che utilizza, Cascina Boschetto ha parlato del suo lavoro anche durante il lockdown con i formaggi che prepara e i salumi cercando di riportare in auge vecchie ricette. Così questa sera il proprietario di L’Autin ha offerto alcuni suoi prodotti e spiegato i vini che accompagnavano i piatti.

Importante perché non solo gli chef seduti a tavola possono approfondire la conoscenza, ma anche i giocatori o soci presenti. A mano a mano un microfono per presentare il piatto firmato e le danze sono iniziate con un antipasto molto in linea con la stagione di Paolo Pivato, Bottega del Vino (Mi) che ha portato in tavola.

Montebore, caco, cipolla e crumble di nocciole e semi di zucca

A seguire un secondo antipasto molto creativo e interessante oltre che molto saporito, opera di Stefano Mocellin di Padova che a breve apre il suo nuovo ristorante: auguri ragazzo per il tuo coraggio d’iniziare in questo difficilissimo momento, ma il tuo ardore è così grande che non stai più nella pelle.

Tartare finta cotta, finta affumicata, meringa al grana padano e gel di caco. Un gioco di consistenze, di fumi, uso di the particolari e chiaramente un frutto di stagione per la dolcezza.

Un primo piatto arrivava dal Piemonte con Paolo Ribotto Hotel Ristorante San Giors di Torino che, ligio al suo territorio, potava in tavola un Risotto con Riso Testa Baldo Riserva mantecato alla Toma del Lait Brusc (presidio Slow Food), cavolo nero e nocciole tostate.

A ridare al nostro palato una vena dolce i gnocchi di zucca al cucchiaio con fonduta d’Alpe della chef Pamela Paredi del’Osteria La Lanterna di Cressogno Valsolda (CO) che si era già esibita a Lanzo d’Intelvi ad agosto con un piatto delizioso con maialino.

 

Lo chef residente Tommaso Mandorino, che ormai abbiamo conosciuto anche in precedenza, questa volta ha presentato ai suoi commensali e agli ospiti un gustoso secondo fatto di Filettino di maialino iberico, un tocco di dolce con la mela fondente, uno zabaione salato all’aglio nero fermentato e sopra una veletta di guanciale croccante.

I vini del pinerolese di L’Autin intanto passavano da un piatto all’altro con le note delicate del rosato Rubellus, un bianco Verbian interessante a pulire e preparare il piatto seguente, un rosso Finsidum per il maialino e poi ecco che il pastry chef Ettore Beligni del Mandarin Oriental, Lago di Como, che faceva servire una piccola leccornia.

Mignon di tartufo bianco composto da cioccolato bianco, passion fruits e nocciole.

Chiudeva il tutto i tanti Stecco Gourmet di Agri Berroni.

In cucina come sempre tutti gli chef si aiutano nell’impiattare e non solo. Grande spirito di squadra.

Chef in Green, pur in questo difficile momento ha voluto portare sempre gioia nelle sue premiazioni e durante la cena, quindi complice Mauro Camusso, titolare della cantina L’Autin che porta le sue bottiglie a riposare in alta quota nelle miniere di talco, ha organizzato per i commensali una serie di sorteggi così anche chi non aveva giocato ha potuto vincere.

Ad ogni chef come ormai consuetudine Golf&Gusto offre in ricordo un attestato agli chef che hanno permesso, con il loro lavoro in cucina e la loro professionalità di rendere possibile con i loro piatti sia il pranzo che la cena.

Ci diamo appuntamento, sperando sia possibile, il 31 ottobre sulle colline di Asolo per ammirare questo percorso di 27 buche Asolo Golf e godere anche qui di una giornata dove lo sport all’aria aperta e la buona cucina si sposano per il piacere delle nostre papille gustative.

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