È stata una partenza interessante quella che ha visto gli attori di Chef in Green al Golf Tolcinasco condividere le passioni anche se il calore rendeva già la lezione sotto il sole assai difficile.
Roberta, direttore di Golf&Gusto ideatore di questo simpatico format, non aveva chiesto agli chef arrivati per passare la giornata al golf, di tenere come sempre la bianca giacca da chef, perché era troppo caldo. Allora chiaramente sul green, tutti alle prese con i quattro maestri del circolo non erano riconoscibili, erano dei veri golfisti alle prese con il putter e la pallina.
Alcuni, rientrando nella club house, nella sala dei corner dove erano visibili i produttori con le diverse meraviglie, avevano messo la giacca perché era il momento dello showcooking preparato nell’allestimento da Giuseppe con tutte le attrezzature di Zwiller Ballarini, o dei partner di questo interessante momento. Si riconoscevano dalla mascherina firmata.
Uno showcooking che aveva inserito la novità di una verticale di riso. Cos’è stato? Un momento interessante per capire e gustare tre tipologie di riso bollito con una tecnica spiegata dallo chef Antonio Bello, tre tipologie della Testa – Cascina Grampa Novara che ha creato una verticale con due cultivar giunte dall’azienda pugliese LaTorrata.
Un piccolo assaggio conoscitore, una come l’ha chiamata “Letio Brevis” che non è quella che a scuola che ci faceva andar via veloce, no era una bella spiegazione che lo chef Antonio Bello, che li aveva provati e riprovati, in breve, ci aveva dato il suo modo per valorizzarli e rendere questo grande prodotto, il riso, un grande piatto anche semplicemente gustato con un gran filo d’olio.
Il light  pranzo proseguiva con un uovo alla carbonara presentato da Michele Cannistraro, vincitore anni fa di Master Chef, quindi per poter creare questi momenti gustativi più complessi dalla Liguria lo chef dello stellato ristorante Il Gallo della checca deliziava gli chef, la stampa ed i soci del circolo con delle linguine “i fidei di Clo” una meraviglia di semola di grano duro, caprino erborinato, olive taggiasche, tartufo dolce e tuorli d’uovo semplicemente cuocendoli e mantecandoli con schiuma di burro….
A chiudere la breve serie di assaggi prima di andare in campo a giocare la gara di 9 buche in coppia con i giocatori del circolo, si era inserito il pan soffice di un giovane chef appassionato di lievitati che li guarniva  con frutti di bosco e cioccolato, Lorenzo Pozzi.  
Per un assaggio di vino c’erano i banchi di tre produttori della Lombardia sotto il vessillo del Movimento Turismo del Vino Lombardo: Panizzari, Nettare dei Santi e  la cantina Pietrasanta di San Colombano del presidente del Movimento, Carlo Pietrasanta.
Come sempre presenti, anche se con una nuova mascotte, un cagnolino che si è adeguato al golf, i signori : Milena ed Ezio con Enrico di Cascina Boschetto che quest’anno oltre al magnifico Montebore e ai Salami di Giarolo, hanno aggiunto delle deliziose meringhe alle nocciole, prodotto della loro zona. Ad un corner c’era Lurisia con Alessia che faceva gustare le diverse bibite che ormai il marchio ha con se: chinotto, gazosa, aranciata, aranciata rossa, acqua tonica e limonata poste vicino a Bolle e Stille le bellissime bottiglie d’acqua che erano anche protagoniste a tavola, la sera a cena.
Il panel dei partecipanti non è terminato perché giunti da Taranto la famiglia LaTorrata ci ha portato l’Olio ODO che Ludovica ha presentato durante la verticale di riso a pranzo. A rendere piacevole la mattina c’era la vista di questa bella piscina e di un pergolato ombroso dove potersi sedere per gustare gli assaggi.
Ma dopo il light ecco la camminata che gli chef e i giocatori si apprestavano a fare alle 14,30 che Franco, il direttore sportivo del circolo, raggruppava in squadre che, sotto il sole partivano per la 9 buche di rito. Decisamente il rientro al fresco in Club House ha trovato tutti intorno di nuovo ai corner dei produttori per ripensare se i prodotti degustati erano veramente interessanti… bella scusa!

Sono momenti interessanti d’incontro a tu per tu con i produttori, con gli chef e con la cucina, condivisioni che rendono questo format unico anche se stiamo scoprendo che l’idea di ritrovarsi in un percorso di golf, che Roberta, l’ideatrice, frequenta e dove ha creato tanti eventi da almeno quarantanni, sta attirando, come li chiamo io i “copioni”.
A questo incontro era presente anche la stampa che ne ha colto la parte più interessante culinaria a parte uno, che ormai venuto anche lo scorso anno ha deciso che vorrà provare questo sport con un po’ di maggiore approfondimento.
Era così conclusa la prima parte della “giornata diversa” come la chiama Roberta, diversa, specie per gli chef che così per un po’ hanno calcato i fairways, cioé il percorso delle buche, osservando il gioco del golf dei compagni giocatori, si sono entusiasmati quando sono riusciti a mettere in buca la pallina e hanno respirato un altro modo di vivere nel verde.
Ogni gioco è bello e diventa simpatico premiare chi ha messo il meglio di se, anche se il golfista sa quanto in questo sport ci vuole di concentrazione e umiltà per portare a casa un buon score, un buon risultato. D’altronde come in cucina, uno chef sa quanto ci vuole come attenzione e passione per far si che un ingrediente possa diventare un piatto che fa gioire il cliente.
Mentre il tavolo centrale si riempiva dei tanti premi offerti dai partner e il signor Costa presentava la Bresaola Panseri Speciale fatta con la collaborazione di Claudio Sadler, il direttore Franco e Roberta facevano la premiazione delle coppie che si erano distinte nel gioco.
A vincere in bravura sul green per aver fatto il minor numero di putt nelle nove buche é stato Antonio Bello, che dobbiamo dire ha al suo attivo varie presenze negli anni di Chef in Green, e Andrea Pedrina venuto lo scorso anno e che la sera preparerà un piatto. Al primo il ferro Putter offerto da Luigi Palumbo di GolfTek Italia e ad Andrea una super padella della Ballarini.
Nella gara a coppie, giocatore e chef o produttore, già perché ormai da anni anche i produttori presenti desiderano provare il gioco del golf e, armati di scarpine tipo sneaker e calzoni comodi o, in questo caldo momento bermude ed una polo… tutti chiedono perché e Roberta spiega loro che la polo, avendo il colletto che all’occasione lo si tira su, quando si putta si evita di essere scottati proprio sul collo, perché il sole piomba diritto lì e con quello che c’era lunedì, i colli sarebbero stati dopo nove buche… ben rossi.
I terzi arrivati sono il team formato da: Luca Marongiu con lo chef Federico Trobbiani e Renato Procopio con lo chef Marco Dossi, secondo posto a Luigi Palumbo con lo chef Lorenzo Pozzi e lo chef Player Andrea de Poli con Ezio Rovetta, della Cascina Boschetto, mentre primi classificati Rosy Cinefra con lo chef Tommaso Mandorino, Milena di Cascina Boschetto con lo chef Attilio Borra. A seguire premi a sorteggio.

 

Ringraziando tutti gli intervenuti per la bellissima giornata Chef in Green attende al prossimo appuntamento al Golf Le Robinie il4 per i giocatori, il 5 per Chef, produttori e simpatizzanti, mentre per la seconda parte dell’articolo che si dedichera alla cena svoltasi nel Ristorante il Tolcino del Golf stesso, seguiteci sul sito.

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