Erano passati degli anni da quando inizialmente era arrivato anche a la Pinetina il format Chef in Green ed ora si ripeteva ritrovando con piacere moltissimi soci noti da lungo tempo, persino quelli che ricordavano il direttore quando nel 2008 portava il format legato al piacere di una degustazione di un buon whisky e alla fumata di un sigaro, la Cigar Golf Cup, ben seduti all’arrivo della gara di golf. Piaceri della vita purtroppo ora difficili da proseguire specie con la mascherina!
Ora Chef in Green ha sempre un taglio di piacere, quello del gusto visto che ogni salmo finisce in gloria, meglio in una cena a più mani ed è di dovere visto che il magazine Golf&Gusto ha come sottotitolo “i piaceri della vita”.
Infatti dopo la giornata di una classicissima 18 buche stableford aperta a tutti i soci che lo desiderano, l’indomani ecco il particolare lunedì che vede arrivare dei giovani chef, che pur portando come richiesto un abbigliamento da golf, vedi che non sono avvezzi a quel contesto paesaggistico. È vero che appena tu passi la segreteria e ti affacci alle buche, meglio al paesaggio verde, rimani incantato nel vedere questi spazi, queste strade (fairways) verdi con alberi secolari e persone in lontananza o altri che arrivano sui cart tutti caricati da sacche con ferri strani all’interno (mazze da golf).

Erano una serie di giovani chef di ristoranti del vicino lago di Como che avevano aderito a partecipare a questa giornata particolare legata alla tavola, ma anche ad uno sport che non conoscevano, ma che incuriosiva. Così Sara Galli e Alessandro Lacchini della Locanda dei Giurati, Matteo Corridori e Laura Scuderi di Acquadolce Lake Como poi a seguire Francesco Elli e Beatrice Ristorante La Piemontese si aggiravano per  capire o forse per prendere un po’ di verde ossigeno.
Era lo scopo primario dell’ideatore di questo format, il far uscire dalla cucina i cuochi e portarli un giorno tra il verde, poi già che c’erano perché non provare a giocare a golf, almeno un assaggio e così il maestro li raduna sul putting green dove tutte le buche sono lì per poter fare allenamento e in un’ora e mezza di lezione cerca di dar loro, la postura, il greep, la sensibilità del tiro e quanto può per far si che dopo, quando saranno in coppia con un giocatore, possano usare quello strano ferro, che nulla ha a che vedere con quelli della cucina, per mettere la pallina, in un minor numero di colpi possibili, in buca.
Andando sul putting green vedi che subito esce il senso della competizione tra loro, si sono aggiunti altri chef e relativi accompagnatori e capisci che quella sfida li interessa anche alle due giovani studentesse del CFP di Como, Giorgia Cappelletti e Chiara Afeltra che con questa esperienza tra chef avevano avuto dall’Istituto un premio per il loro ottimo studio.

 

Ma la giornata è appena iniziata, nel frattempo i corner dei produttori si sono allestiti per le degustazioni e la zona show cooking della Zwilling Ballarini si prepara a fare due risotti, usando Riso Buono Carnaroli e Riso Buono Artemide, che lo chef Attilio Borra preparerà come piccolo pasto che serve a tenerli leggeri, ma non vuoti, altrimenti come potrebbero affrontare 9 buche, che qui non sono da poco! Infatti non sono molti i chilometri, ma è un percorso con molti dislivelli, specie la buca nove che faranno per ultima.
Un Riso Buono allo Zafferano Greco, era arrivato il distributore di Krokos Kozanis e un’aggiunta di crema di formaggio dava quel tocco di bianco sul riso nero Artemide. Un buon bicchiere di bianco della Nettare dei Santi, la cantina che ci ha seguito con Domm, le bollicine di Milano come le chiamano, prodotti di San Colombano, bianco e rosè. poteva dare alla giornata quel tocco giusto.

Prima di partire a giocare una piccola novità proposta da una blog Simonetta Piccardo con la sua passione per la pasta, una spiegazione di come si fanno e chi sono i “Corzetti alla ligure “.

Vederli partire con i loro giocatori e poi andarli a seguire un po’ sulle buche per vedere come se la cavavano in questo nuovo contesto ci ha riconfermato che si stavano proprio divertendo.

Al rientro, pur stanchi, dopo una bella pausa e qualche buona degustazione al corner del vino e passaggi a quello di Lurisia con la sua acqua e molteplici bevande tra cui il famoso e ottimo chinotto, lo chef Gianni Tota ci ha regalato un aperitivo veramente fantastico. Una maialino arrosto di sei chili disossato e tutto tagliato al momento, un piatto di grande porchetta, in attesa della premiazione. Di che leccarsi i baffi… pur non avendoli!

Sono i momenti in cui non solo il buon cibo ci porta a dialogare, il buon bere pure ad incontrarci sulle nostre passioni, ma il momento in cui ci si rilassa in attesa di vedere come è andata questa nuova esperienza, almeno per gli chef la prima parte di questa, quella sportiva.

Bisogna dire che ci sorprendono sempre, ma ormai non più di tanto visto che loro già per il loro lavoro devono essere attenti e concentrati e, lo fanno quando il compagno passa loro il putter e loro sanno di avere la responsabilità del gioco. Infatti i giocatori si meravigliano di alcune sequenze di one putt!  Noi di Chef in Green ormai non ci meravigliamo più.

E così, preparato il tavolo con le borse logate con prodotti che ormai sono le miglior cose da offrire ai giocatori e premi utili agli chef più bravi, si è passati al momento della consegna a chi si era distinto come neo giocatore golfista. Nella classifica a coppie ormai esce perché più volte presente il nostro “taggatore”  Marco Lupi di Scatti di Gusto, che vince una bellissima cocotte di ghisa della Staub mentre il suo compagno Luigi Palumbo una borsa di prodotti, si distingue anche Viktoria Serebova con Biancamaria Marzot Testoni ma l’interessante è vedere il numero di putt con cui vince il primo premio Francesco Elli in coppia con il presidente Roberto Tavecchio e quindi il premio ambito è una padella con fondo sette strati della Ballarini assieme anche al putter per potersi allenare per i prossimi eventi…. basta un tappeto o una moquette per un po di stress alla ricerca del feeling per imbucare.

Gianni Tota e Alessandro Lacchini sono il secondo e terzo classificato. I premi poi un po’ a tutti i nostri cuochi che stanno attendendo il loro momento, cioè quello di esibirsi in cucina.

Infatti tutto poi si sposta nella zona ristorante per gli ospiti e commensali, mentre per gli chef, dopo la foto di rito in giacca da cuoco, si eclissano in cucina per la preparazione dei piatti del menu.

Il ristorante di questo golf ha una posizione strategica con la sua terrazza sull’arrivo della 18 e sotto la tettoia i tavoli dei commensali sono riparati anche dalle quattro gocce verso il tardi.

Ad aprire le danze un antipasto veramente interessante firmato da Matteo Corridori del  Acquadolce che oltre a comporre una serie di bellissimi colori e sapori, aveva dato quel tocco che aggiunge particolare classe al servizio al tavolo. Infatti veniva versato un brodo di gazpacho da Laura Scuderi sul tataki di trota salmonata ai frutti rossi, mentre lui spiegava al tavolo il piatto. Il suo ristorante con terrazza sul lago è immerso in un giardino romantico con accesso dal pontile privato… da andare a provare direttore!

Seguiva un risotto Riso Buono Carnaroli al profumo di limone che dava freschezza, una crema di avocado per dolcezza e la croccantezza ne usciva dal porro fritto, opera di Alessandro Lacchini della Locanda dei Giurati. Il secondo era una tartare alla maniera dello chef del Ristorante del Golf Matteo Bellardini a cui è seguito un dessert che con il prodotto di Valrhona, partner degli incontri di Chef in Green, ha offerto un dessert non troppo dolce, equilibrato nella sua composizione dove ad entrare nel piatto oltre ad una base cake al cioccolato fondente si sovrapponeva una pannacotta alle mandorle salate, una gelée al lampone che terminava con una mamelaka alla liquierizia lasciandoti un poì interdetto ma sorpreso per le diverse sfaccettature che bene si combinavano. Brava Sara Galli, abbiamo apprezzato, specie sapendo che il ristorante in cui siete è specializzato in sapori autentici lariani e valtellinesi!

 

 

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