In quel di Castellarquato Chef in Green è ritornato con una bella giornata di sole e nuovi amici. Erano i primi anni che avevano visto questo circolo protagonista del calendario di questo format particolare che oltre a far risaltare una giornata di solito triste per il ristoratore del Golf, accende le luci ponendo una sala piena e tanti commensali curiosi di assaggiare un menu così ricco e vario. Si perché la sera sono ben cinque gli chef che si sfidano in cucina per firmare ognuno un piatto di un menu sempre elaborato e interessante a prezzi veramente validi in una serata di solito triste come il lunedì.
Ma veniamo alla giornata che ha visto per primi giungere sul green antistante la bella terrazza i vari chef che erano chiaramente vestiti da golfisti: polo, bermude o calzoni lunghi, scarpe tipo sneacker, come chiede il dress code che dalla redazione di Golf & Gusto arriva a tutti gli invitati. Gia alcuni venuti da lontano, altri più vicini, ma tutti interessati a partecipare a questo incontro, non tra padiglioni più o meno piccoli o grandi fieristici, ma sui fairways di un percorso di golf come in questo caso Caltell’Arquato.
Dopo la lezione con i maestri di golf ecco che l’interesse, che normalmente portano a tegami o padelle, gli chef lo concentrano su quel ferro che gli hanno posto tra le mani, il putter e sulle differenti modalità per mandare in buca, una buca piccolina, la pallina bianca.  Già sembra facile, ma c’è lo studio della pendenza, la forza da dare al ferro oltre a tenerlo nel modo giusto, quindi usando un greep adeguato, una sfida!
Ma gli chef sono abituati alle sfide, loro in cucina ne affrontano moltissime ogni volta che pensano di fare un piatto nuovo, quindi ecco che cimentarsi nella sfida con il gioco del golf, anche se con solo una parte di quello, è molto stimolante, tant’è che proseguono la lezione per provare anche lo swing. Certo che quando la palla parte dal tee, quel chiodo che serve a tenerla sollevata, l’entusiasmo cresce.
Come da programma nel frattempo gli addetti preparano la tavola con la presentazione dei prodotti del partner Zwiller Ballarini e il relativo spazio per fare lo showcooking che serve a offrire un light pranzo prima di partire a fare la gara che si svolge su nove buche in coppia con i giocatori locali.
Il percorso non è difficile, ma i green non sono proprio come quello su cui avevano provato, ma ci sono i compagni di gioco che mostrano loro le pendenze, la linea da condurre…. insomma si crea il team.
Sono ritornati accaldati ma felici di aver provato questa nuova tenzone con se stessi,! Si perché il golf è una continua sfida alla propria bravura, alla propria capacità di affrontare un nuovo problema che appena conosciuto si presenta, un bel allenamento per la vita che, purtroppo di problemi ne offre a dismisura.
A fine gara tutti stanchi, ma soddisfatti dell’esperienza festeggiano le nuove amicizie, mentre gli chef, che a suo tempo avevano accettato di firmare un piatto della cena, si portano in cucina e lì beh, eccoli di nuovo nel loro mondo, tra fuochi e pentole alle prese con il loro piatto, pronti appena la sala si riempie, il teatro mette le luci giuste e, a mano mano loro, gli attori, escono con la loro opera che viene posta in tavola e assaggiata dai commensali.
La frenesia in cucina è molta anche perché non sono nella loro, ma subentra lo spirito di una nuova squadra, quella di far si che la serata e la cena possa essere degustata al meglio e apprezzata la loro giusta professionalità in quanto in cucina, li possono dire la loro.
All’antipasto si prenota subito Gianni Tota che ci presenta Spuma di tonnato su lonzino, finocchio croccante e olive tagiasche, aiutato dall’amico Salvatore del Ristorante. Si sono ritrovati dopo molto tempo, è rifiorita un’amicizia.
Fabio Montagna, giocatore di golf prima ed ora da anni proprietario del Ristorante torinese Bacalhau, chiaramente presentava un piatto semplice,
Mantecato alla veneta con corallo al nero, salsa di carote e cardamomo
Nel frattempo l’amico Carlo Pietrasanta, presidente del Movimento Turismo del Vino della Lombardia, versava, spiegando i vini dell’OltrePo Pavese, che aveva scelto in abbinamento.
E in sala l’attesa dell’uscita dei piatti con tutti questi chef era molta.
Il primo era un prodotto dei nostri partner Riso Testa – Baldo Riserva che aveva un nome molto particoare. Antonio Giovannitti, del Etiko ristorante di Torino,già venuto in varie occasioni negli anni a questi nostri eventi lo aveva chiamato
“Risotto 1400 a.d.”
un giallo luminoso dato dallo zafferano utilizzato, zafferano purissimo di Ovada, cultura iniziata nella provincia piemontese nel 1400 per gli scambi commerciali con la vicina Genova.
A seguire il piatto dello chef residente Salvatore Prezzavento del ristorante Nona buca del circolo ospitante.
Tonno scottato e sua bottarga, patate schiacciate al profumo di lime, cipollotto di Tropea all’agrodolce e pasta kataifi
Piatto molto raffinato e anche di “bell’aspetto” come si potrebbe dire di qualcosa di più d’un piatto!
Premiazione sul campo… meglio in sala davanti i piatti appena passati in attesa dell’ultimo, il dessert.

Infatti abbiamo chiaramente premiato sia le coppie – giocatore chef, che gli chef e il loro risultato è stato buonissimo, infatti il pastry chef Alessio ha fatto il miglior score, giocando su nove buche solo 15 putt! Complimenti!

Dopo la premiazione sia dei  giocatori della domenica che della gara con gli chef a chiudere come sempre Dulcis in Fundo, opera di uno chef e il suo pastry giunti dalla Toscana, dal Mugello. Cristian Borchi e Alessio Calamini della Locanda Antica Porta di Levante a Vicchio Fiorentino.
Con i prodotti di ValrhonaCioccolato d’estate con passion fruit e pesche.
Una cena apprezzata moltissimo dai tanti commensali che in tavola potevano avere questa buonissima acqua Lurisia Bolle o Stille che ci segue ormai due anni.
Durante la cena, prima del dessert sono stati consegnati i premi della gara sia quella dei giocatori della domenica che quella del lunedì offrendo i premi adatti agli chef che hanno visto come i loro sforzi di concentrazione in una nuova sfida, quella del golf, siano ricompensati. Consegnati anche i due cappelli da Chef offerti dalla Lurisia a Salvatore Prezzavento per aver aperto la sua cucina a questa giornata, e a Fabio Montagna per il suo piatto semplice semplice, ma squisito e il suo arrivo tra gli chef player, gruppo che faremo crescere nel prossimo anno.

Ci si appresta subito a definire gli ultimi due appuntamenti del 2021 che saranno il 21/22 al Matilde Golf, new entry di quest’anno e a chiudere questa bella annata all’Asolo Golf con una riedizione di una “merenda rinforzata” modo particolare di chiudere a tavola la giornata che nel 2020 eravamo stati obbligati a fare e che aveva avuto riscontro positivo tra i giocatori presenti. Infatti in quella giornata il lock down entrava in gioco obblgando a chiudere i ristoranti entro le 18. Quest’anno allora, finita la gara, fatta la doccia, con i seguenti momenti di conversazione, ci si ritrova a tavola anziché per un Tea delle cinque, un Early Dinnercosì da poter gustare i piatti proposti dagli chef presenti e godere di una tavola alle 18 con relativa premiazione. Allora ai prossimi appuntamenti!

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